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Social games

Facebook (la piattaforma più utilizzata per avere accesso ai social games). Il gioco sarà utilizzabile da qualsiasi utente, non richiedendo l'istallazione di applicazioni (Flash Adobe Acrobat) che non siano già presenti su tutti i computer. Oggi il videogioco è a un click di distanza e il bello è che non occorre neanche cercarlo, perché sono i tuoi amici a dirti dove sta. Questo è stato un driver fondamentale. In effetti, il driver sembra aver funzionato se, di 400 milioni di utenti di Facebook, 200 milioni sono socialgamers. L’ottica vincente è pensare che “ciò che costruisci lo stai costruendo su una piattaforma che è la tua community”. È poi necessaria una visione creativa, che vada oltre il tentativo “tecnico” di raggiungere un target.




Il social game è un parto del Web 2.0 e in particolare di Facebook, e sta facendo parlare di sé e della sua incredibile scalata, anche come strumento di marketing. Coloro che praticano maggiormente il social gaming sono persone che non hanno mai usato un videogioco prima, infatti le donne e gli anziani sono al primo posto della classifica degli utilizzatori; il motivo è spiegabile nell’estrema facilità di gioco e nell’estrema accessibilità. I social game è facilmente utilizzabile da qualsiasi utente, non richiedendo l'istallazione di applicazioni (Flash Adobe Acrobat) che non siano già presenti su tutti i computer e sui disposiitivi mobili (iPhone, iPad, Blackberry, ecc..).

Facebook è la piattaforma più utilizzata per avere accesso ai social games (secondo i dati forniti da Facebook e raccolti nell'Osservatorio Facebook, gli utenti italiani nel mese di ottobre 2010 erano 17,3 milioni), che possono comunque venire distribuiti anche su altre piattaforme, a partire dal proprio sito Internet. In base a nuove intuizioni di consumo e alle ricerche di mercato Npd, uno su cinque, ovvero il 20% degli utenti di Facebook, afferma di aver giocato un partita di un social game negli ultimi tre mesi.

Secondo una recente indagine di Nielsen questa modalità sta aumentando progressivamente, in un contesto di generale aumento di attenzione (l’uso dei social media è incrementato del 43% in un anno) ci sono due dati interessanti: da un lato aumenta la quota dei social network nel complesso del tempo trascorso su Internet (22,7% nel mese di giugno 2010); dall’altro, il consumo di giochi online continua a crescere (10,2% contro 9,3% dell’anno scorso).

La maggior parte dei giocatori si dedica a questa attività più volte alla settimana, soprattutto per divertimento e, in percentuali inferiori, per rilassarsi o per competizione e – altro dato interessante – circa la metà delle volte in cui utilizza un social network accede a un gioco. Uno dei punti di forza risiede nella partecipazione attiva degli utenti, affiancata dal desiderio di condividere il gioco con i propri amici, favorendo il senso di comunità.

Per i più competenti poi, quelli che riescono a resistere a lungo, subentra l’eccitazione di inserire le prime tre lettere del proprio nome nell’high score e di vedere la propria posizione in classifica. I social game hanno infatti ereditato la logica delle macchine per sala giochi. Sono, infatti, progettati per stimolare il senso di competizione e di vergogna: in altre parole, non si vuole sfigurare davanti agli amici, poiché la performance è visibile a tutti.

Una volta realizzato e pubblicato in Rete, il social game si diffonde in modalità virale, tramite il passaparola degli utenti, incentivati anche da un meccanismo "premiante": ogni utente viene invitato a segnalarne altri, in modo da poter usufruire di un premio. Il meccanismo si basa sulla fiducia nei confronti degli amici, la credibilità dei quali è infinitamente superiore ad una pubblicità qualsiasi.

Naturalmente, per partecipare al gioco, viene chiesto agli utenti di iscriversi e di profilarsi, e viene acquisita contestualmente l'autorizzazione al trattamento dei dati personali nel rispetto del "Testo Unico sulla Privacy" (Dlgs.196/03). In questo modo sarà possibile effettuare periodicamente invii di newsletter per attività di direct email marketing.

Poichè la policy di Facebook proibisce di dare vantaggi/privilegi agli utenti che invitano gli amici, l'integrazione su questa piattaforma - dviersamente da altre, come il proprio sito Internet - è limitata alla condivisione dell'applicazione e all'invito di altri amici. La procedura per l'assegnazione dei premi, anche tramite giochi online, è regolamentata, ed i concorsi vanno registrati presso il Ministero dello Sviluppo economico e vigilati da un funzionario della CCIAA. Per il concorso occorre presentare una fidejussione, bancaria (extrapreventivo) a garanzia dei premi promessi, in applicazione del disposto dell’art. 7 del D.P.R. n. 430 del 26 ottobre 2001, corrispondente al 100% dell’ammontare complessivo dei premi stessi.

Si consiglia altresì di effettuare azioni pubblicitarie a supporto del gioco, almeno nella fase iniziale, acquistando spazi su Facebook o keywords su Google.

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