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Buzz marketing

Il buzz marketing è basato sul passaparola delle utenze, ovvero tutte quelle attività che si discostano da quelle tradizionalmente intese. “Buzz” è un termine onomatopeico di origine inglese, entrato nel linguaggio comune piuttosto recentemente, che designa appunto un brusio incontrollato, e si muove nel contesto – ormai universalmente noto – del web partecipativo e sociale (piattaforme 2.0, come MySpace, YouTube, Facebook, Twitter, ecc.). Si tratta di un fenomeno tanto complesso quanto cruciale che diviene di fondamentale importanza per chi ha scelto di fare del web il suo ambiente di lavoro e di investimento.

“I mercati sono conversazioni” è la prima (e forse più importante) tesi del Cluetrain Manifesto: le persone si fidano molto di più di ciò che sentono dire nelle reti informali piuttosto che dei canali di informazione ufficiale; ciò significa che un prodotto in grado di garantirsi un buon passaparola è un prodotto che sicuramente avrà successo, è proprio questo il fil rouge che sta alla base di questo approccio. Diventa quindi interessante dare alle persone motivo di parlare di noi e favorire l’instaurarsi di queste conversazioni.

La comprensione dei principi fondamentali del buzz marketing può essere, da un lato, un validissimo strumento per migliorare la propria posizione all’interno della Rete e per promuovere la propria identità on-line e, dall’altro, una chiave di comprensione utilissima nelle mani di tutti i consumatori.

Analizzare il buzz marketing non è affatto cosa semplice: questo fenomeno si muove in direzioni non lineari, molto spesso di difficile controllo, a volte anche negative e controproducenti. Per chi effettua ricerche di questo tipo è necessaria non solo un’ottima conoscenza degli strumenti tradizionali, ma anche una buona dose di creatività.

E’ indipensabile comprendere quali siano i messaggi più significativi lasciati dalla utenze e quali dinamiche si creino all’interno di community ufficiali e non. Si effettuano, generalmente, analisi sommarie che mirano ad individuare le conversazione e i messaggi più interessanti e poi si procede con l’analisi – più accurata e attenta – qualitativa dei messaggi estratti.

Il buzz marketing si differenzia dal viral – benché molto spesso considerato come suo sinonimo – per il suo carattere di volontarietà: mentre il buzz si diffonde molto spesso in maniera incontrollata e dal basso, il viral è molto spesso promosso dalla stessa azienda che vuole pubblicizzare un prodotto, un servizio o un bene attraverso i digital media.

Un team di professionisti coordinati dal prof. Marco Marsili, docente del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria, è a vostra disposizione per elaborare delle azioni mirate di buzz marketing, e per aiutarvi nel conseguimento dei vostri obiettivi.

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